Carlo Antonio Broggia (Napoli, 1698 – settembre 1767)

 

(basata su Repertorio bio-bibliografico degli scrittori di economia in Campania, a cura di Lilia Costabile e Rosario Patalano, con la collaborazione di Luigi De Iaco e Guglielmo Forges Davanzati, Napoli, La Città del Sole, 2000, pp.85-89)

 

Dati biografici

 

E’ figlio di secondo letto di Giuseppe, un agiato veneziano.

 

1709-1710 Perde entrambi i genitori e viene affidato alla tutela delle sorelle, la consanguinea Maria e la germana Anna. I suoi studi non sono regolari: unici maestri sono quelli di grammatica e di aritmetica.

 

1717 E’ inviato a Venezia, presso uno zio sacerdote, per apprendere l’arte della mercatura. Resta per nove anni a Venezia, che considererà sempre la sua seconda patria, e della quale celebrerà la grandezza e la potenza.

 

1726 Torna a Napoli, e si avvia ad esercitare la professione di “aromatarius”, mercante di droghe, anche con l’aiuto di amici e avvalendosi dei contatti stabiliti a Venezia. Si dedica agli studi di economia sotto la guida di Bartolomeo Intieri, stabilendo contatti con il mecenate Alessandro Rinuccini. Tuttavia il suo rapporto con il gruppo di intellettuali riuniti intorno all’Intieri si guasterà negli anni successivi: Broggia resterà legato al pensiero dei classici e dei moralisti del ‘500 e del ‘600 (G. Botero, G. Lipsio, D. Saavedra), volgendosi verso la filosofia di Giambattista Vico e l’insegnamento di Paolo Mattia Doria.

 

1729 Scrive due brevi trattati, rimasti inediti, sulla Dannosità dei porti franchi e sui Punti essenziali per l’erezione del commercio in Napoli, e in quest’ultimo critica il sistema fiscale spagnolo ancora vigente nel Regno di Napoli (cfr. R. Ajello, “Nota introduttiva” alle opere di Carlo Antonio Broggia, in La letteratura italiana. Storia e testi. Dal Muratori al Cesarotti. Politici ed economisti del primo Settecento, vol.44, tomo V, Milano-Napoli, Ricciardi, 1978).

 

1730-1739 Esce la seconda edizione della Scienza Nuova di Vico e Broggia ne fa attenta lettura. Lavora ad una “summa” del proprio pensiero economico, che intitola Le ruote degli umani commerci ordinate e promosse dall’economica moral polizia, dalle fatiche e dalle industrie, più tardi intitolata La vita civil-economica. Legge il Saggio politico sul commercio del Melon e stende il primo abbozzo del trattato sul lusso.

 

1743                Pubblica la sua opera più nota, il Trattato de’ tributi, delle monete e del governo politico della Sanità.

 

1745-1746 Broggia stabilisce un contatto epistolare con Muratori, che apprezzerà il Trattato citandolo nella sua opera Della pubblica felicità.

 

1746 Scrive Le lettere salutari politiche-economiche e morali di Stato che contengono la difesa degli ecclesiastici specialmente a motivo de’ beni che i medesimi per le loro chiese posseggono ed acquistano, in difesa della proprietà ecclesiastica e della manomorta. L’opera sarà inviata a Benedetto XIV nel 1752; la data è indicata sul manoscritto.

 

1746-1752 Collabora attivamente con alcuni esponenti del governo, ma non ottiene nessun incarico ufficiale. Scrive al papa Benedetto XIV nel tentativo di ottenere incarichi nello Stato Pontificio, ma inutilmente. Inizia una corrispondenza con G. Fontanesi, consigliere dell’elettore palatino. Nel 1750 scrive Del pubblico interesse economico, politico, morale, di stato, e di commercio. Sostenuto e difeso contro gli errori, e le insidie de’ falsi dotti. Dissertazioni varie, del tutto utili e necessarie per la civile scienza: di C. A. Broggia. Prodotte in occasione di farsi gli esami, le risposte, e le note critiche su di un’opera intitolata: Della Moneta libri cinque, impressa in Napoli nel 1750, di autore anonimo (in altro modo Del pubblico interesse economico, politico, morale, di stato, e di commercio sostenuto, e difeso contro gli errori e le insidie de’ sensisti, sofistici, scettici, ed epicurei. Dissertazioni varie per la civile scienza sommam.te utili ed importanti. Di C. A. B. Prodotte in occasione di farsi gli esami, e le note su di un’opera intitolata: Della Moneta libri V, impressa in Napoli nel 1750, di autore anonimo, manoscritto custodito nella Kress Library, Harvard University).

 

1754 Irritato per l’isolamento in cui è caduto e preoccupato per la politica fiscale del Ministro della Real Azienda Leopoldo De Gregorio, scrive la Memoria ad oggetto di varie politiche ed economiche ragioni.

 

1755 L’opera di Broggia provoca accese polemiche, alle quali l’autore risponde duramente con Risposte alle obbiezioni state fatte dai varj Soggetti, intorno al sistema del prezzo corrente. La reazione della corte è violenta: Broggia viene esiliato, per sei anni, a Pantelleria e poi a Palermo.

 

1757 Nell’esilio scrive Il ristoro di Pantelleria, un saggio sulla moneta d’oro siciliana, un saggio sulla conservazione dei grani mediante la stufa progettata da Intieri, uno sul ripopolamento dell’isola di Ustica.

 

1761 Ritorna a Napoli, e riprende a scrivere (Memoria contro il dazio del minutillo).

 

1764-1767 Per conto di committenti austriaci e piemontesi scrive Le risposte ai quesiti del console Balbiani. Riprende la corrispondenza con Fontanesi.

                        E’ autore di un’opera mai ritrovata, scritta probabilmente nel 1742, dal titolo Il ristoro della Spagna causato dalla non libertà concessa alle nazioni amiche del commercio d’America, di cui un breve riassunto è in Memoria (1754).

 

Opere

 

1743 Trattato de' tributi, delle monete, e del governo politico della sanità. Opera di stato, e di commercio, di polizia, e di finanza: Molto, alla felicità de' popoli, alla robustezza degli stati, ed alla gloria e possanza maggiore de' principi, conferente e necessaria,  Napoli, Pietro Palombo

 

1754 Memoria ad oggetto di varie politiche ed economiche ragioni e temi di utili raccordi che in causa del monetaggio di Napoli s'espongono e propongono agli spettabili Signori, convocati di Real Ordine dall' Illustre Marchese di Vallesantoro, Segretario di Stato della Real Azienda. E incidentemente con quest' occasione si risolve la sì difficile, e strepitosa controversia sulla ricompra delle pubbliche entrate, o siano arrendamenti, alienati col Patto di non ricomprare: così detto Dazione In Solutum. Si ragiona del Censimento, o sia Catasto, proponendosi il Modo di farlo col desiato Frutto, e senza intoppi. E s'espone il Saggio, o sia l'idea di sette utili trattati, da pubblicarsi. De' quali nella quì addietro Pagina si contiene il Titolo, Napoli, s.t., 15 febbrajo 1754.

 

1755 Risposte alle obiezzioni state fatte da varj soggetti intorno al sistema del prezzo corrente, che assolutamente dee tenersi per la ricompera degli arrendam.ti e similmente a quelle state anche fatte intorno alla rinovazione della moneta di rame che dee anch’essa avere tutto quel valore intrinseco che di giustizia gli spetta, e tanta farsene, che non ecceda il puro bisogno degli scambj minuti. Da umiliarsi a Sua Maestà che Dio sempre guardi, e feliciti di Carlo Antonio Broggia, Napoli, s. t., 14 novembre 1755.

 

Opere postume

 

·        Il ristoro di Pantelleria cioè come, e perché quest’isola invece d’essere come infatti è, assai misera e poco abitata, potrebbe fra brievi spazj di tempo esser fuori di quella grande miseria, in cui si trova, e popolarsi a dovere. E così all’Imperio, al Commerzio ed alle Finanze del Re Nostro Signore non poco contribuire. Trattato di Carlo Antonio Broggia a Sua Eccellenza il Signor Marchese Dn. Giovanni Fogliani Viceré di Sicilia, etc., Palermo, agosto del 1757. Manoscritto dell’Istituto di Storia Economica e Sociale dell’Università di Bologna, pubblicato da L. Dal Pane, “Una memoria sulla Pantelleria di Carlo Antonio Broggia”, in Archivio Storico Italiano, anno CXVI, disp. III, pp. 381.435.

 

·        Ragioni per le quali chiaramente si dimostra, quanto sarebbe necessario che onninamente qui in Napoli s’abolisse il dazio d’Estrazione. E quanto si contribuirebbe con ciò non solamente al bene del Commercio, ma eziandio all’accrescimento dell’Entrata Reale ad oggetto de’ Dazi, e Gabelle. E come in pratica ciò si dovrebbe seguire, per supplirsi a tutte le intenzioni. Napoli, 1761. Manoscritto dell’Istituto di Storia Economica e Sociale dell’Università di Bologna, pubblicato da L. Dal Pane in “Una memoria inedita di Carl’Antonio Broggia”, in Studi in onore di Antonio Genovesi nel bicentenario della istituzione della cattedra di Economia, a cura di D. Demarco, Napoli, L’arte tipografica, 1956, pp. 67-81.

 

·        Memoria sulla panificazione (al S.E. Signor Marchese Tanucci, Caserta – Napoli, 4 maggio 1764). Manoscritto dell’Archivio di stato di Napoli, pubblicato da A. Allocati in La panificazione a Napoli durante la carestia del 1764 in una memoria di Carl’Antonio Broggia, in Studi in onore di Antonio Genovesi nel bicentenario della istituzione della cattedra di Economia, a cura di D. Demarco, Napoli, L’arte tipografica, 1956, pp. 23-49.

 

·        La coltivazione del commercio, manoscritto conservato nella Biblioteca Comunale di Palermo; citazioni da quest’opera sono in R. Ajello Arcana juris, Napoli, Jovene, 1976.

 

·        La vita civil-economica, o sia il vero essere del sapere e del potere, manoscritto conservato nella Biblioteca Comunale di Palermo; citazioni da quest’opera sono in R. Ajello Arcana juris, op. cit.

 

·        Lettere a G. G. Fontanesi, pubblicate a cura di R. Ajello, in La letteratura italiana. Storia e testi. Dal Muratori al Cesarotti. Politici ed economisti del primo Settecento, vol.44, tomo V, Milano-Napoli, Ricciardi, 1978 (si tratta di brani di due lettere).

 

·        Lettere a L. A. Muratori, pubblicate a cura di R. Ajello, in La letteratura italiana. Storia e testi. Dal Muratori al Cesarotti. Politici ed economisti del primo Settecento, vol.44, tomo V, Milano-Napoli, Ricciardi, 1978 (due lettere).

 

·        Le risposte ai quesiti del console Balbiani (Risposte economico-politiche di comerzio, e di finanza su i 30 capi di quesiti che perscritto di S. M. l’Imperatrice Regina, emanato per mezzo del Supremo Consiglio aulico commerciale di Vienna e per commissione della Suprema commerciale Intendenza nel Littorale austriaco, sono stati denotati, e incaricati al sig.r D. Lodovico Balbiani, console austriaco-toscano nelle Due Sicilie) (1764), pubblicata con introduzione di A. Allocati, Napoli, Giannini, 1979.

 

 

Opere incompiute di cui si dà un breve riassunto nella Memoria (1754)

 

·        Trattato  I:    Del lusso, o sia abuso delle ricchezze.

·        Trattato  II:   La coltivazione del commercio.

·        Trattato  III: Il ristoro della Spagna, causato dalla libertà, concessa alle nazioni amiche,

     del commercio d’America.

·        Trattato  IV: Della trinciera mobile.

·        Trattato  V:   Del banco, e Monte de’ pegni.

·        Trattato  VI: La riforma della dogana di Napoli.

·        Trattato  VII:       Della carità pupillare.

·        Progetto di un saggio su La vita civil-economica.